Hai to Gensou no Grimgar - Volume 04 - Capitolo 63.6

La mattina del giorno dopo- in realtà lo stesso giorno ora che ci pensava—avevano aspettato per l’orario in cui la campana suonava una volta, o meglio, fino alle 10 di mattina ma Merry non si era presentata al cancello Nord.
Il giorno dopo aspettarono altre due ore ma Merry non venne. Ranta proclamò a voce alta che sarebbero dovuti entrare con la forza nella stanza di Merry ma Haruhiro e Shihoru si opposero. Yume invece si sentiva ancora Funya-Funya ma stava iniziando a stare meglio.
Poi il terzo giorno Haruhiro e gli altri arrivarono al cancello nord prima del suono della campana delle otto del mattino.
“Oh…” Ranta disse, sorpreso.
Shihoru prese fiato
Yume disse “Miao”
Haruhiro sorrise solo un po’ coprendo la sua bocca con la mano. Ogni volta che sorrideva, quel dolore tornava nel suo petto.
C’era una donna con un’uniforme da prete appoggiata sul suo bastone appoggiata al cancello nord. Stava guardando in basso. Come se stesse contando le dita dei suoi piedi. Non era molto piccola ma al momento sembrava davvero minuscola.
“Merry” disse Haruhiro.
Merry guardò in alto e rivolse la sua faccia verso di loro. Guardò in basso subito dopo ma forse stava facendo un cenno con la testa
Immagino che non importi Pensò Haruhiro. Si, non importa quale Merry sia qui, Non l’abbiamo costretta a venire e non l’abbiamo nemmeno pregata, Merry è venuta di sua spontanea volontà.
Haruhiro e gli altri corsero da Merry. Shihoru fu la prima ad avvicinarsi a Merry e a stringerle la mano senza pronunciare una parola. Merry non la rifiutò.
Yume all’ improvviso diede un abbraccio volante a Merry.
“Eek” Urlò Merry, probabilmente spaventata.
Ecco, anche Haruhiro ne rimase sorpreso.
“scusa per quello Merry” disse Yume, abbracciando Merry più forte che poté, sfregando la sua faccia su quella di Merry come un gatto. “Scusa davvero.”
“Eh—p-per cosa…?” chiese Merry.
“Per averti lasciata da sola” disse Yume “Scusa. Yume aveva Shihoru per lei ma Merry, tu non avevi nessuno con te, perfino in un momento terribile come quello. Scusa, Yume non ti lascerà più sola, spera che tu possa perdonarla. Yume sarà dalla tua parte”.
“io…” Disse Merry con gli occhi che si guardavano attorno.
All’ inizio Haruhiro pensò che fosse solo confusa ma non sembrava quello il caso. La faccia di Merry non era frustrata. Era sul punto di crollare in lacrime. Era rossa fino alla punta delle sue orecchie.
Merry digrignò i denti. Sembrava che stesse facendo del suo meglio per trattenersi.
Forse sta per piangere vero?
“Io” iniziò
“va bene” dichiarò Yume “Merry, non importa quello che tu dica adesso, Yume ha già deciso, non ti lascerà più da sola. Da adesso in poi vivremo nella stessa struttura. Yume ha deciso e Shihoru sarà con noi.”
Haruhiro guardò Shihoru “anche tu?”
“Credo…di sì?” Disse Shihoru con un’espressione mista tra confusione e felicità.
“…Ricordo di averne parlato vagamente la scorsa notte”
“vagamente eh?” disse Haruhiro.
“Ehe!” Ranta si strofinò il naso con un dito “Ecco, se deve essere così allora c’è solo una cosa da fare. Prenderò una stanza con voi anche io!”
“Non puoi” Merry fece uno sguardo freddo verso Ranta. “Come regola generale nel posto in cui dormo non sono ammessi gli uomini.”
“C-Cosa?!” Urlò Ranta. “N-Non puoi fare qualcosa?! Ehi, aspetta, se è una regola generale significa che ci possono essere eccezioni vero?! Sono nato in modo speciale, quindi devo essere un’eccezione ovviamente!”
“L’unica eccezione è per i bambini piccoli” disse freddamente “Significa che madri e figli vanno bene.”
“va bene allora! Da oggi in poi, Merry sarò tuo figlio! Sarebbe strano dire che sono tuo figlio naturale quindi facciamo che sono tuo figlio adottivo, si, adottivo! Che ne dite! Adesso non ci sono problemi vero?”
Haruhiro borbottò, “Non ci sono altro che problemi con questa tua affermazione.”
“Statti zitto Parupiro! Non spetta a te decidere! Adesso allora, Merry, da oggi sarai la mia mammina! Benvenuta in famiglia mamma!”
Merry diede una pacca alla nuca di Yume e disse “Credo che andrò a casa…”
“Noooo!” Pianse Yume stringendo Merry. “Merry non andare! Non devi prestare attenzione a tutto quello che esce dalla bocca dello stupido Ranta sai? Sai che è uno scheletro vuoto e un inconpetemte?”
“A chi stai dando dell’ inconpetemte?” Urlò Ranta “Specialmente quando hai delle tette così piccole!”
“Non chiamarle piccole!” Infuriò Yume
“Hey, non è colpa mia se hai delle tette piccole!”
“Ecco, Ranta tu sei più piatto di Yume!” rispose.
“Sono un uomo dannazione! Non stavo competendo con te sulla grandezza delle tette fin dall’ inizio!”
“Ecco, allora su quale misura hai intenzione di competere?”
“EH?! Ecco, ovviamente…” Ranta si guardò giù sul cavallo e poi guardò verso Haruhiro. “…Giusto?”
“No, non guardare me in cerca di comprensione…” disse Haruhiro.
“Hmmm?” Yume curvò la sua testa in preda alla confusione.
“Ehm…” Merry disse muovendosi in modo scomodo nella presa di Yume “…Non me ne andrò, quindi, potresti lasciarmi andare?”
“EH?! Yume ti stava facendo male? Scusami” Yume la lasciò “Yume è molto forte sai, ultimamente le sue braccia stanno diventando davvero grosse e uno di questi giorni avrà anche degli addominali scolpiti. Lo stavo dicendo a Shihoru. Se succedesse, diceva Shihoru, forse i muscoli del petto di Shihoru cresceranno, quindi potrà avere delle tette più grandi anche lei.”
“…Y-Yume,” disse Shihoru in preda all’ imbarazzo.
“Basta riguardo a quello”
“Non è qualcosa da discutere davanti ai ragazzi…”
“Non lo è?” chiese Yume.
“Ha!” Ranta fece una risata nasale. “Yume ti manca il tatto, è questo il tuo problema!”
“Yume non ha un gatto, ma nemmeno tu ne hai uno Ranta!” Rispose.
“Come se potessi! Inoltre è tatto non Gatto, Gatto!”
Cielo, ultimamente le cose si sono ravvivate. Pensò Haruhiro grattandosi il retro del collo. Ma, ecco è grazie a Ranta e Yume se la situazione è migliorata.
Per prima cosa Haruhiro parlò con Merry riguardo agli affari. Decisero che sarebbero andati all’ ufficio dei soldati volontari per compilare le scartoffie. Poi avrebbero avuto bisogno di portare i loro 60 oro di ricompense alla compagnia di deposito Yorozu per farli cambiare in monete, successivamente li avrebbero divisi.
Aveva pensato che sarebbe stata una buona idea depositare anche il bronzo.
“—Quindi la domanda è, cosa facciamo da adesso e in poi?” Chiese Haruhiro mantenendo un tono calmo. La realtà che stavano affrontando era dura e sentivano tutti come se potessero essere schiacciati da quel peso eccessivo. Non voleva appesantire le cose più di quanto già non fossero “Ci ho pensato un po’ sapete, perché non proviamo ad andare a Damuro?”
“Ohh,” Disse Yume eccitata. “Significa Goblin.”
“Heh!” Ranta si aggrottò e incrociò le braccia “Per noi, non credi che siamo un po’ troppo per loro?”
“…Immagino tu intendessi che siamo fuori dalla loro portata…” mormorò Shihoru
“Hm?” hai detto qualcosa Shihoru?” chiese Ranta a voce alta.
“Non importa…” disse “lascia perdere… so che non c’è cura per la stupidità.”
“Ehi, l’ho sentito sai?” si lamentò Ranta.
“Damuro…” disse Merry abbassando gli occhi.
“Dopotutto ci hanno chiamato goblin Slayer per tutto questo tempo “disse scherzando Haruhiro ma l’espressione di Merry non migliorò.
È troppo aspettarsi che vada tutto bene, ci vorrà del tempo. Un passo alla volta, velocizzare le cose non aiuterebbe.
“Ultimamente abbiamo frequentato le miniere di Cirene e ci siamo abituati ai Coboldi ma se ci andiamo dovremo scendere almeno tre piani, “disse “credo sia rischioso. Ho sentito che lo stato di emergenza è stato rimosso dalla vecchia città di Damuro e conosciamo quasi ogni angolo di quel posto. Se scegliamo la nostra zona e non esageriamo non credo sarebbe pericoloso.
“Hai sempre il solito modo passivo di pensare eh Haruhiro?” chiese Ranta con un movimento esagerato delle sue spalle. “Ma immagino che vada bene? Credo che non sia una cattiva idea, almeno per ora.”
“Wow, per una volta Ranta non si sta lamentando…” Mormorò Shihoru.
“Shihoru, per chi mi hai preso?!” Urlò Ranta. “Sono sempre stato un ragazzo che dice le cose come stanno sai? Se le cose vanno bene dico che vanno bene e se vanno male dico che vanno male. Se ho qualcosa da dire la dico! Se voglio fare qualcosa lo faccio! In altre parole sono un vero uomo!”
“Si, Si “Rispose Haruhiro
“Haruhiroooo! No, Parepirurooo!” non lasciare che ciò che ho detto venga portato via dal vento!”
“Al massimo, vorrei buttarti in un fiume e farti trasportare da quello,” disse Haruhiro.
“Per me va bene! Fatti sotto! Provaci! Se riesci a buttarmi in un fiume fallo, maledetto!”
“Nha, passo,” Disse Haruhiro. “È troppo.”
“Ba-Boing” Ranta si piegò di scatto all’ improvviso, forse stava cercando di strappargli una risata ma ovviamente non rise nessuno. Ranta tuttavia non si scoraggiò e lo fece altre volte. “Ba-boing. Ba-boing. Ba-boing!”
I tentativi successivi non solo non fecero ridere ma non piacevano nemmeno agli altri quindi era impressionante che potesse continuare a farlo senza spezzarsi il cuore. Ranta iniziò ad aggiungere delle facce strane al suo Ba-boingare.
Yume lasciò andare un sospiro e curvò la sua testa
Merry a questo punto guardava Ranta con disprezzo.
Shihoru alzò le spalle “…che schifoso.”
“Ba-boing!” Urlò Ranta. “Ba-Boing, Ba-Boing, Ba-Boing, Ba-Boing!”
Ranta sembra felice. Pensò Haruhiro gli piace quando le persone si sentono infastidite dal suo comportamento, è un masochista? Ma comunque, Shihoru ha punzecchiato Ranta diverse volte, forse ne aveva motivo.
Haruhiro ignorò Ranta e guardò invece Yume, Shihoru e Merry “Qualcun’ altro ha qualcosa da dire?”
“Yume pensa che vada bene” dichiarò Yume.
“…Anche io penso che vada bene…” disse Shihoru.
“Anche io,” disse Merry portandosi una mano al petto e facendo un piccolo respiro “mi sta bene.”
Le cose non erano come prima.
Ovviamente non lo erano, Haruhiro e il party avevano perso qualcuno che non potevano permettersi di perdere. Non c’era nessuno che potesse rimpiazzare Moguzo. Da nessuna parte, non era possibile.
Non c’era niente che potesse riempire gli enormi buchi che erano stati scavati nei membri del party?
Ecco, se non è possibile cosa dovremmo fare? Si chiese Haruhiro
Al momento non lo sapeva. Tuttavia, sapeva che non poteva lasciare le cose come erano solo perché non sapeva la risposta, doveva trovarla.
Haruhiro annuì
“Andiamo.”