Hai to Gensou no Grimgar - Volume 04 - Capitolo 62.5

Siamo nel mezzo della notte, questo lo so, che ore sono? Pensò Haruhiro Non lo so. So solo che sono qui da un po’.
Erano nella Strada Flower Garden nel distretto nord di Alterna. Perché era chiamata Flower Garden? Haruhiro non ne aveva idea ma forse tempo fa c’erano dei fiori o qualcosa del genere.
Estendendosi dal negozio la strada Flower Garden aveva delle case ai lati della strada. Vicino all’ entrata della strada c’erano delle strutture che fornivano riparo alle persone che passavano sul momento.
Più ci si allontanava più il numero delle grandi strutture aumentava. Oltre quelle case costose dall’ estetica maestosa c’erano delle case decenti e poi finalmente nella periferia c’era la zona piena di case vecchie e logore.
Haruhiro e un’altra persona erano davanti a una casa decente non molto lontana dal bordo della strada.
Erano lì davanti da un bel po’ ma ora uno di loro era seduto con la schiena appoggiata al muro esterno della struttura. Era Haruhiro. La persona con lui era in piedi.
Erano entrambi silenziosi.
Quando avevano parlato per l’ultima volta? Sembrava come se fosse passato molto tempo. Non ricordava nemmeno cosa si fossero detti. Né Haruhiro né l’altra persona erano tipi a cui piaceva parlare. Si poteva dire che erano entrambi riservati, o passivi.
Appoggiato mentre abbracciava un suo ginocchio Haruhiro pensò Ecco perché. Ecco perché probabilmente non siamo una buona accoppiata.
Né Haruhiro né il suo partner volevano fare il primo passo quindi non successe niente. La conversazione non iniziò.
è strano Pensò
Se l’altra persona avesse iniziato la conversazione avrebbe fatto del suo meglio per mandarla avanti. Probabilmente anche la persona con lui pensava la stessa cosa. Probabilmente stavano entrambi pensando Perché non stai dicendo niente? Dì qualcosa!
Okay, pensò Haruhiro Ho capito, va bene, lo farò io. Lo farò io, ho intenzione di farlo io.
“Ehm… ecco…Shihoru? Iniziò
“…Eh?” chiese
“Sei stanca?” chiese
“…Sto bene.”
“Oh, stai bene…”
“Si.”
Quella era la fine. Aveva lavorato così duramente con la sua forza di volontà per poter iniziare la conversazione ed era finita in così poco tempo-
Ma che diavolo? Pensò indignato. Non è giusto. Impegnati un po’ di più in, questa comunicazione, sai, la comunicazione è importante, davvero.
Inoltre, perché era solo con Shihoru?
No… il motivo, come era successo era chiaro. Aveva bisogno di entrare in contatto con Merry riguardo alle scartoffie e riguardo alla sua parte di ricompensa. Incredibilmente Ranta aveva mangiato troppo e non riusciva a muoversi e Yume aveva detto di essere troppo “Funya-Funya” per farlo. Qualsiasi cosa significasse. Ecco perché era con Shihoru, che stava bene e sapeva dove viveva Merry.
Merry doveva essere in una zona dove vivevano solo donne quindi Haruhiro non poteva andare a trovarla da solo. Da quel lato era felice che Shihoru era venuta con lui. Ma solo da quel lato.
Non era come se non le piacesse Shihoru ma era difficile andarci d’accordo quando non erano proprio compatibili.
Non erano personalità che andavano bene una con l’altra. Non erano proprio compatibili.
Shihoru probabilmente la pensava come Haruhiro, non c’era niente che potesse fare e andava bene lasciare le cose come stavano. Pensava comunque che Shihoru avrebbe potuto fare di più per far funzionare le cose.
Quando arrivarono alla casa non trovarono Merry quindi pensarono di andare alla taverna di Sherry ma non la trovarono nemmeno lì quindi tornarono indietro. In tutto il tempo Shihoru aveva parlato a malapena. Se Haruhiro chiedeva qualcosa diceva qualche parola come risposta. Tutto qui. Haruhiro non era sicuro di come dovesse sentirsi a riguardo.
Haruhiro si lasciò scappare un sospiro.
Forse le sue domande erano state poste nel modo sbagliato. Ma comunque, avrebbero potuto rompere il ghiaccio.
“…Io,” disse Shihoru a voce bassa. Haruhiro la guardò, Shihoru stava tremando mentre si abbracciava le gambe.
“…Ascolta…se…te lo dico…tu…potresti pensare che sono una persona orribile…ma…mi sento abbastanza bene”
“Ti senti bene-aspetta, cosa intendi?” chiese Haruhiro.
“Non sono…come gli altri…” disse Shihoru “Non sono così tanto sconcertata”
“No…?” chiese
“non sono orribile?” disse
“Anche io… lo capisco. Più che non essere scossa dalla morte di Moguzo non sono molto triste per la sua morte… e sono sconvolta per questo, mi deprime. Ho realizzato… che sono una pessima persona.”
“Non è—”
–vero, Haruhiro voleva dirlo, ma poteva? Moguzo è morto e non ne è colpita? Pazzesco, cioè, era uno di noi. Eravamo assieme nei bei e brutti momenti. Moguzo era il nostro prezioso compagno. E era il nucleo del party. Perché non ne è sconvolta?
E di nuovo, Shihoru sembra essersene resa conto. Pensava di sentire un senso di vuoto eppure non è così quindi sente che c’è qualcosa di anormale a riguardo, non riesce a perdonarselo e sta soffrendo- Oh, capisco.
È Manato.
Era una speculazione ma forse era per quello che era successo con Manato.
Shihoru probabilmente era innamorata. Manato, la persona più cara a Shihoru è morto. Deve essere stata più dura per Shihoru che per tutti noi. Ovviamente con la morte di Moguzo Shihoru deve aver sofferto ma non era come la scorsa volta.
Le persone si abituano alla sofferenza. Anche se non vogliono si abituano.
Perché se non succedesse non potrebbero continuare a vivere.
Finché resteranno in vita succederanno delle cose simili. Perché la vita è un ciclo infinito di cose del genere.
Se li buttasse a terra ogni volta e ogni volta non si riuscisse a rialzarsi non si potrebbe continuare.
Infatti-Haruhiro non era più pietrificato dal terrore, Manato era morto da poco e anche se non era molto stava cercando di andare avanti. Stava pensando a come volesse che tutti gli altri guardassero al futuro. Se non lo avessero fatto Moguzo non sarebbe stato in grado di riposare in pace. Proprio così, stava usando la morte del suo amico per darsi la forza per continuare a vivere.
Haruhiro stava cercando di vivere. Di soppiatto. Avidamente, in modo tenace, voleva vivere.
Shihoru si sentiva probabilmente allo stesso modo.
La morte di Manato aveva reso Shihoru più forte, diventando più forte Shihoru stava cercando di vivere.
“Shihoru, non sei terribile” disse Haruhiro “non sei una pessima persona, sono felice che tu sia venuta con me. Che tu sia con me adesso. Lo penso davvero.”
Shihoru stava per dire qualcosa ma chiuse la bocca e guardò altrove. Le sue spalle stavano ancora tremando, forse stava trattenendo le lacrime, Dopo un po’ Shihoru tirò su il moccio.
“Haruhiro, sono felice che tu sia qui, lo penso anche io.”
“Ehm, ecco, si” disse Haruhiro.
“È meglio del non volermi qui”
Haruhiro si coprì la faccia con le mani, si sentiva incredibilmente imbarazzato. Si sentiva colpevole. Onestamente ogni volta che mangiava, che beveva o che dormiva voleva scusarsi con Moguzo anche se non avrebbe cambiato niente.
Un giorno quel dolore al petto sarebbe sparito, si sarebbe abituato alla sofferenza
Voleva vivere quindi si sarebbe abituato in modo da poter andare avanti.
“Merry è proprio in ritardo” disse per coprire l’imbarazzo “dove sarò andata?”
“Non conosco molto bene Merry quindi non saprei” disse Shihoru.
“Già hai ragione” disse Haruhiro
“Cioè, sono un ragazzo, è difficile per me andare d’accordo con lei.”
“Non credo che avere lo stesso sesso significhi potersi conoscere meglio…” Disse con calma Shihoru.
“È così?” chiese Haruhiro.
“Tu…sai come sono,” disse Shihoru. “Se fossi frizzante come Yume forse sarebbe un altro discorso.”
“Hmm” disse. “Non credo che essere in quel modo aiuti sempre sai?” Cioè, Yume va bene. Sembra che possa andare d’accordo con chiunque quindi finché non si è come Ranta.”
“…Ranta potrebbe essere un’eccezione.” Concordò Shihoru.
“Quel tipo è un idiota. Sul serio. Cosa diavolo fa? Incazzarsi in quel modo? Non lo capisco.”
“…Probabilmente stava mangiando Soruzo non credi?” chiese Shihoru
“Eh?”
“È solo un’ipotesi ma forse, stava provando a mangiare anche la parte di Moguzo…”
“Ahh…” Haruhiro si toccò i capelli. Capisco. Era così. Non avevo capito niente, Non stavo vedendo niente. Era il modo di Ranta per portare il suo rispetto.
Haruhiro rise un po’. Sentì un colpo al cuore.
“Si, non sei di certo una persona orribile Shihoru,” disse. “È fantastico che tu sia in grado di capire i sentimenti di un’altra persona in quel modo.
“Shihoru curvò la testa poi si inchinò “Io penso che… Merry,” disse, sforzandosi di far uscire le parole, “ha più rimpianti di tutti noi. È quella che sta soffrendo di più perché lei è il prete…”
Haruhiro concordò. Sentiva come se lo avesse capito anche lui. Dopotutto è la seconda volta.
Merry aveva perso un compagno diverse volte. Il peso di quella responsabilità l’aveva cambiata e Merry non era più la stessa persona di prima.
Dopo essersi unita al gruppo di Haruhiro aveva finalmente ripreso a mostrare un sorriso ogni tanto ma proprio in quel momento aveva perso un altro compagno.
Oltre quello Merry era un prete. Come quella che possedeva la magia della luce capace di curare le ferite era la parte più importante del party. Era nella posizione in cui le vite dei propri compagni erano una sua responsabilità. Non sarebbe stato strano se si fosse presa tutta la responsabilità per quello che era successo.
Poteva essere stato presuntuoso da parte sua ma al momento Haruhiro era più preoccupato per Merry che per chiunque altro.
“…Spero che non si sia fatta qualche strana idea,” disse a voce alta, ora che lo aveva detto se ne preoccupava ancora di più.
Ecco perché quando sentì dei passi e guardò in alto vedendo una persona con dei vestiti bianchi provò un senso di sollievo.
“Merry!”
“…Perché?” era tutto quello che Merry disse prima di girarsi e camminare nell’ altra direzione.
“—Eh?” sospirò Haruhiro “Aspetta, Merry, stai correndo?”
“Haruhiro, dobbiamo seguirla!” pianse Shihoru.
“Ah, giusto!”
Fortunatamente Merry non era molto veloce a scappare. In realtà, Merry non era per niente veloce, stava correndo come qualcuno che voleva scappare a qualunque costo, sembrava potesse cadere da un momento all’ altro.
Quando Haruhiro la prese lei le tolse subito le sue mani da sopra. Ma non sarebbe scappata nemmeno potendo…
Merry si girò verso Haruhiro e Shihoru crollando sulle ginocchia. “…Cosa? Vi serve qualcosa?”
“Qualcosa—Si, qualcosa del genere” disse Haruhiro “Ma aspetta Merry, hai bevuto?”
“Non posso?” borbottò
“Ecco, no, non c’è niente di male nel farlo” esitò.
“…Lasciatemi in pace” borbottò.
“Non preoccupatevi di me”
“Non posso lasciarti da sola” disse Shihoru mentre si chinava vicino a lei “Non posso farlo.”
“Perché no?” Chiese Merry.
“Perché mi disturba, vederti in questo stato. Non posso far finta di non aver visto niente” disse Shihoru.
“Non voglio essere vista “borbottò Merry. “Non in questo modo, perché siete qui?”
“Siamo venuti qui… per vederti Merry” disse Shihoru.
“Io…non voglio vedere nessuno di voi.”
“Noi non la pensiamo allo stesso modo.”
“non voglio vedervi.” Urlò Merry. Era coerente ma aveva chiaramente bevuto troppo. Ecco, ovviamente non voleva che la vedessero in quello stato, Sarebbe stato meglio se non l’avessero vista ma era successo, non potevano fare finta del contrario.
“Merry” disse
“…Cosa?” chiese
“Otto e mezza davanti al cancello Nord,” disse “forse non riuscirai a farcela guardandoti adesso.”
Haruhiro provò ad aspettare ma non importa quanto aspettasse, Merry non diede una risposta. Non disse niente, invece, si alzò e camminò via. Sembrava che avesse intenzione di tornare a casa sua.
Shihoru provò a seguire Merry ma Haruhiro la fermò e urlò verso Merry.
“Non abbiamo ancora finito. Va bene fermarsi ma dobbiamo continuare ad andare avanti.”
Merry entrò in casa sua senza rispondere.